domenica, 25 febbraio 2007

La maggior parte dei lettori di questo blog avrà assaggiato la “barretta” Kinder… quella con la forma ondulata… e in ogni caso quanto sto per dire vale anche per il più famoso ovetto di cioccolata con la sorpresa dentro…

Ebbene, li ho posti per un po’ al centro delle mie riflessioni. Infatti sono buoni, e pure parecchio, vale a dire che se ne mangerebbero tonnellate.

Tuttavia proprio in quest’ultima frase risiede la loro carica emblematica… “se ne mangerebbero tonnellate”. Se ne mangerebbero tonnellate perchè, pur essendo tutto sommato piacevoli nell’immediato, non ci lasciano niente, non ci soddisfano, la nostra gola, e noi con lei, non si sente appagata.

Così ne mangeremmo a tonnellate, aumentando i nostri consumi, il denaro che diamo all’azienda, e in ogni caso la quantità di calorie in eccesso che abbiamo assunto, senza sentirci minimamente appagati… senza che quel gusto piacevole ci abbia realmente lasciato qualcosa, qualche sapore, in bocca. 

E’ per questo che mi proclamo con orgoglio difensore del quadretto di cioccolato fondente.

[MAKEKA]

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categoria:pensieri, consumismo
domenica, 18 febbraio 2007
Cos’è che rende speciale san Valentino? Per quale misteriosa ragione migliaia di persone il 14 febbraio decidono, così all’improvviso, che da soli sono tristi o, se da soli non sono, che è arrivato il momento di esplicitare tutto il loro più puro e sconfinato amore?
Parlo con te, racchio che sei solo da anni e che per trovare una ragazza dovresti andare in pellegrinaggio a Lourdes ogni settimana, parlo con te, spocchioso e antipatico umano vermiforme che ripugni il calore umano come i pidocchi con il cruz verde. Dopo un’intera, eremitica esistenza trascorsa da solo, perché ora all’improvviso senti tutto questo bisogno di affetto? Perché, a Natale non ti manca qualcuno con cui scambiarti i regali?
Parlo con te, amoruccio-uccio-uccio, melenso ammasso di caramella mou sciolta che vai in giro il tredici febbraio a cercare lo scaldanaso di Winnie Pooh per la tua topolotta-otta-otta. Che il 14 sembri un estratto di miele d’api caramellato avvolto intorno al bastoncino dello zucchero filato, che vai dispensando baci (Perugina e non) come le zanzare tigre disseminano la malaria tra le popolazioni del Congo. E che, passata questa meravigliosa festa, ritorni quello di sempre (e oserei dire che forse è meglio così), uno sgorbutico cavernicolo del pleistocene, innamorato della tua partner come i cani amano le pulci.
Ma vi siete guardati allo specchio? Non siete più voi. Vi siete trasformati in surrogati di melassa. In giuggiole caramellate. Andate in giro come rapiti da una forza mistica superiore, che vi costringe a tutti i costi a comprare regali, fiori, cioccolatini, orsacchiotti. A comprare cose dolci. Sconfinatamente, orrendamente, tremendamente dolci.
Ma dico io, perché per 364 giorni all’anno siete normali, tranquilli, semplici, e poi, all’improvviso, sentite questa impellente necessità di diventare persone migliori. Di amare. Ma a questo punto, mi sorge spontanea una domanda: allora, per 364 giorni all’anno, non amate? State insieme a qualcuno per sport? Per scommessa? Divertimento?
Aah, forse ho capito. A san Valentino dovete amare di più. Già. Deve essere così.
COME SI FA AD AMARE DI PIU’? NON CI SI PUO’ AUTOIMPORRE DI AMARE QUALCUNO!
A questo punto le possibili spiegazioni sono due.
1) Siete pigri come dei loti lappi e vi stancate ad amare al 100% qualcuno tranne quando una tradizione demente vi costringe a farlo, togliendovi la possibilità di stare stravaccati sopra a un divano a guardare ”Uomini e donne”;
2) A san Valentino, per qualche assurda ragione, vi fabbricate dell’amore artificiale da donare a qualcuno a caso, perché una tradizione demente vi costringe a farlo, togliendovi la possibilità di stare stravaccati su un divano guardando ”Uomini e donne” sprecando questo vostro rinnovato amore.
 
E poi da quando l’amore si dimostra con i regali? Se ogni giorno fosse san Valentino, i cioccolatai, i pasticcieri, Winnie the Pooh, Diddle e quei pazzi che fabbricano i cuoricini con le scritte sdolcinate sarebbero tutti insieme a fare il G8, possibilmente sullo yacht di Briatore, sorseggiando un cocktail freddo e guardando uno spogliarello di ballerine brasiliane.
Mentre voi state con il vostro amore, che per l’occasione vi ha regalato un meraviglioso pouf di pelliccia rosa, perché vi vuole tanto bene.
Ma insomma, che scopo ha san Valentino? D’accordo mi sta bene che per un giorno all’anno si glorifichi l’amore, sentimento cantato in migliaia di poesie, a cui sono dedicate migliaia di canzoni, libri, immagini, frasi da bacio perugina, aforismi, articoli di cartoleria, storie, leggende, bigliettini di auguri, articoli su giornali. Eccetera, eccetera, eccetera. Ma non vi sembra abbastanza? Smettete di festeggiarvi e iniziate a vivere il vostro amore, non attraverso dei regali (tra l’altro orrendi), ma attraverso le emozioni che vi regala. E pensateci: è davvero necessario san Valentino?
 [ADRIANO]
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sabato, 27 gennaio 2007

la televisione ci ta sfilando la libertà da sotto... pochi sono realmente padroni della propria vita e immuni dal giudizio di persone di cui in fondo non interessa...

il mondo sta rinunciando alla propria libertà perchè ha paura di cosa potrebbe farne... e preferisce sbagliare per colpa di altri. Ma quelli che la pensano così sono i + colpevoli...

probabilmente ben pochi si renderanno conto di quello che sto dicendo, ma è opportuno gettare la scintilla....

[MAKEKA]

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domenica, 24 dicembre 2006

persone che non si pensa una città possa fisicamente contenere si riversano per le strade....

si sottrae ai bohémiens, ai disadattati, a chi vuole riflettere, a chi si vuole sfogare con una rilassante passeggiata, il loro unico rifugio sicuro: la strada.

si creano immensi fiumi di traffico, automobilistico e pedonale. Ognuno vi partecipa con una sua storia divealle spalle che in quel momento dimentica, eppure tutti con lo stesso inutile obiettivo imposto. Questa festività ci pone innanzi alla più nuda e atroce verità: la gente è schifosamente omologata.

già... i negozi hanno alzato i prezzi, perchè possono sentirsi in posizione di superiorità rispetto al cliente. In genere è chi compra ad avere sempre ragione, ma in questo caso qualcosa cambia, il dominio dei commercianti, di chi vende roba, è incontrastato. Comandano loro perchè i cittadini sono sottomessi, incatenati a una dura, tirannica legge da cui  non vogliono ribellarsi, I REGALI DI NATALE.

Nessuno si sottrae, anche se tutti si lamentano dei prezzi che salgono, delle tasse eccetera eccetera, ma i regali di Natale sono un imperativo categorico... non i regali: i regali di Natale. Perchè oggi è così che ognuno dimostra affetto al proprio caro: comprandogli qualcosa, spendendo il più possibile per lui, a Natale.

Quindi la storia di ognuno si annulla a favore della storia di tutti. Tutti sono uguali, e sono costretti ad uscire dalle proprie case, dal proprio mondo finto, per rifugiarsi in un nuovo mondo finto, che oramai si è trasferito nelle vie dello Shopping cittadino.

Non si cammina, non si respira, non si riesce a correre per più di venti metri... siamo prigionieri, non siamo liberi in queste strade affollate, non siamo liberi nella più elementare accezione del termine: l'essere liberi di muoversi. Ogni uomo che trovi davanti è un potenziale nemico della tua libertà, intellettuale e fisica, e non sai dove fuggire, nè sai affrontare tutto il mondo che si schiera perchè ti vuole prigioniero.

"A Natale sono tutti più buoni"....

......

penso che questa frase si commenti da sola... non vedo perchè a Natale tutti dovrebbero essere più buoni, tralasciando che non è per niente vero,  non vedo il nesso logico tra questa festività in cui tutti si impegnano a spendere più soldi possibile e l'essere più buoni, come, tra l'altro, non vedo il nesso tra la nascita di Cristo e lo spreco di tutti questi denari...

solo le persone comuni sono impegnate a comprare regali: i potenti della terra, quelli che governano il mondo, hanno lo schiavetto, il portaborse, che compra al posto loro la cosa più inutile e costosa della terra a un collega che in realtà odiano. I potenti della terra continuano a operare tutte le malvagità che vogliono senza l'onere di altri impegni...

e ancora di più agiscono indisturbati perchè la gente, quella si, non pensa ad altro che ai regali, al cenone e al Natale.

certo che ci sono parecchie contraddizioni in questa festa, tanto più che anche molti atei cominciano a farsi regali senza apparente motivo.

Ognuno ha la mente in agitazione perchè non sa che regalare a quella data persona, anche se in fondo può essere certo che troverà uno di quegli oggetti standard che vanno bene per tutti e che in genere salvano "la vita", o forse sarebbe meglio dire "la faccia".

Il Natale ha ottime qualità di sedativo di massa (niente a che vedere con il potentissimo Polonio, che probabilmente fa diventare fosforescenti...): ai tg appaiono panettoni e viene limitata la pur breve parte utile, i film diventano semrpe più idioti e sempre meno esigenti in materia di facoltà mentali, tutti diventano bambini e vanno attirati con musichette e disegni sempre più accattivanti, nessuno fa caso al portafoglio come fa al momento di pagare le tasse, ognuno è troppo impegnato con i regali e il cenone per pensare anche solo lontanamente che il mondo continui, tutti trovano finalmente una giustificazione al loro comportarsi come la massa, perchè, effettivamente, lo fanno tutti, ognuno diventa schiavo di una tradizione che magari non approva ma a cui non osa ribellarsi per chissà quale motivo, si cominciano di nuovo a vedere parenti che in realtà si odiano o che non interessano......

"a Natale siamo tutti più sedati...."

(se possibile)

[MAKEKA]

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categoria:pensieri, problemi, natale, attualità, consumismo
domenica, 24 dicembre 2006

Giuseppe Ungaretti

 

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

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martedì, 12 dicembre 2006
Cosa c’è di sbagliato in Mc Donald’s – Parte 2
Esperienze di vita vissuta
(Liberamente estratto dalla mia ultima visita al Mc Donald’s)
 
Erano anni che non andavo ad un Mc Donald’s. Veramente, l’ultima volta che ero entrato in uno di questi era stato alle elementari, forse alla festa di qualche amico. Comunque, erano circa 6 o 7 anni che non ci entravo…
Quel giorno ero uscito con alcuni miei amici, e uno di loro aveva proposto di andare al Mc Donald’s. Aveva voglia di un panino…
Ovviamente tutti erano stati subito d’accordo, e fu così che fui trascinato dalle circostanze nella celeberrima paninoteca americana…
Entriamo. All’ingresso il mitologico pagliaccio Donald, la gorgone coi capelli rossi, ci salutava… a dire la verità mi ricordava vagamente IT il clown, (ammesso che Stephen King sia in grado di creare un simile abominio per masse di scalmanati bambini urlanti). Comunque evitai di esprimere pubblicamente questi miei pensieri e fu così che ci sedemmo a uno dei tavoli all’ingresso. Orde di bambini scimmia urlavano dalla gabbia dei giochi, quella specie di mini zoo dove i genitori rinchiudono la loro prole per farla “giocare”. Non che nel resto del locale fosse molto meglio, tra le decine di feste d compleanno organizzate lì dentro, con decine di animatori sfigati e sottopagati che facevano giocare i bambini a sacco pieno sacco vuoto e gridavano “Lo volete l’happy meal?!”, l’intero Mc Donald’s sembrava un mercato del pesce nel periodo di carnevale. Andiamo a prendere i panini, ma visto che la fila si prospettava di almeno un quarto d’ora, decidiamo di immolare uno di noi, mentre gli altri si vanno a sedere “comodamente” al tavolo. Inizia a venirmi mal di testa. Quando finalmente il nostro compagno, sacrificato per il bene di tutti, si presenta con i panini, quello che si presenta davanti ai miei occhi è uno spettacolo raccapricciante. Il panino, oltre che di una sostanza unta come i capelli di Moira Orfei che avrebbe dovuto essere hamburger e bacon, è ripieno di una abominevole sostanza gialla vagamente somigliante alla senape che prometteva la pubblicità, ma a dire la verità più simile a una qualche forma di vita ameboide del paleozoico sopravvissuta in forma fossile fino ai giorni nostri. Inizio a mangiare, cercando accuratamente di scartare la senape maledetta e di non fagocitare troppo olio, ma il panino non promette niente di buono (ma qualcosa dovrò pur mangiare no?). Me ne vado disgustato dal locale, chiedendomi e davvero debba pagare oppure se sia tutto uno scherzo, e soprattutto pensando che probabilmente quel mc davanti a Donald’s deve stare per “monnezza club” o qualcosa del genere, quasi sicuro che non rimetterò più piede lì dentro.
 
Cosa c’è di sbagliato in McDonald’s??????
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martedì, 10 ottobre 2006
MI SCUSO CON GLI AUTORI DI QUESTE DOMANDE, MA NON POTEVO NON PUBBLICARLE IN QUESTA SEDE.
[strabuzzamento di occhi]
“ma nemmeno la pepsi?”
“nemmeno quelle là pezzotte?”
“ma scusa, che c’entra con la Nike?”
“ma se ti regalano un paio di scarpe di marca che fai?”
“ma dove compri la roba?”
“ma tu sei anticonformista!” [no global… ma non fa nulla…troppo complicato per te]
“ma sei di sinistra?” [faccia storta]
“ma anche la tua famiglia è anticonformista?” [e daje…]
“ma scusa come si diventa di sinistra?”
“cioè come fai: ti svegli una mattina e dici –da oggi sono anticonformista-?”
"aspe' fammi capire: che significa?"
“ma tu fai male a schifare quelli che hanno questi ideali[NDR quelli che preferiscono il libero mercato al rispetto dei minori], perché devi rispettare anche chi ha idee diverse” [io rispetto, ma se permetti ho diritto a non avere tutto questo amore per loro]
 
COSA DICE IL PROFESSORE:
“ma la Nike ha firmato un documento ufficiale in cui dichiara di rinunciare al lavoro dei bambini del terzo mondo” [davvero? Ma perché sono buoni e pietosi o perché sono giustamente andati a sbattere contro la legge?..... uhm…..]
 
 [MAKEKA]
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categoria:problemi, sfogo, giovani, attualità, consumismo
martedì, 03 ottobre 2006
Mi è venuta in mente questa storiella un po’ d tempo fa, e penso che faccia proprio al caso nostro…
 
In un piccolo paesino c’è un pescatore, solito passare le sue giornate seduto sul molo di un piccolo porto guardando il mare. Vive di ciò che pesca, e tutto ciò che possiede sono la sua casetta e la sua barca. Un giorno, un turista gli si avvicina con l’aria di chi ha appena fatto la scoperta più sensazionale del secolo. Quindi, gli si fa più vicino ancora, come per non farsi sentire da orecchie indiscrete, e poi gli dice, tutto eccitato: “Qui vicino c’è un isola. Lei con la sua barca potrebbe portare i turisti fino a lì, e ovviamente farsi pagare il servizio. Dopo qualche mese, con i soldi che ha guadagnato potrebbe comprare una barca più grande, con la quale accompagnare più turisti e quindi fare più soldi. Con quei soldi potrebbe comprare un barca ancora più grande, e guadagnare ancora di più, e così via. Ovviamente io prenderei una percentuale dei ricavati, perché sono stato io a darle l’idea.”
Il pescatore lo squadra perplesso, senza aprire bocca. Il turista continua, sempre più eccitato e fiero della sua idea brillante: ”In questo modo, in capo a dieci anni, lei potrebbe essere ricchissimo, possedere la metà del suo paese e avere un’azienda di trasporti tutta sua. E poi…”
“E poi?” Gli fa eco il pescatore, parlando per la prima volta.
“E poi” continua il turista, che ormai sembra scoppiare dall’orgoglio “Potrebbe starsene qui tutto il giorno e godersi la vita”
A questo punto, il pescatore lo guarda con la stessa espressione di compassione e superiorità un bambino che guarda il suo compagno di banco che non ha capito la lezione, mentre il turista è stravolto e carico di aspettative. Dopo un po’, dice:
 
”Ma io questo lo faccio già.”
[ADRIANO]
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categoria:pensieri, racconti, favole, problemi, attualità, consumismo
martedì, 26 settembre 2006

il consumismo non è guardare in occhi coperti dagli stessi occhiali. il consumismo è leggere negli occhi le stesse cose....

[ANTONIO]

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categoria:pensieri, problemi, aforismi, giovani, consumismo, griffe
sabato, 16 settembre 2006
Ogni giorno passi davanti a quella vetrina. La guardi e pensi: “Che bella quella maglia! Ce l’hanno tutti…quasi quasi me la compro anch’io…”
Ogni giorno vai a scuola e ti guardi intorno. Quello che vedi? I tuoi amici, ma anche persone che non conosci. Ma di loro cosa osservi veramente? Proverò a darti un suggerimento…”Che bella la maglia di quel ragazzo! Chissà dove l’ha presa?”
Non importa se la persona che hai davanti è simpatica, intelligente, spiritosa, originale…basta che abbia un bel fisico e dei vestiti griffati. Ti accontenti di questo. La personalità è solo un’aggiunta, qualcosa che anche se non ci fosse non toglierebbe niente a quel meraviglioso capo firmato…
Ogni giorno ti confronti con gli altri, li osservi…osservi come si vestono, come parlano, provi a valutare quanti soldi ha la loro famiglia…ma non hai mai fatto caso a quello che pensano, se hanno delle idee, dei sogni, delle speranze. Non hai mai provato a guardarli negli occhi.
Ma perché?
Cosa ti dà un vestito firmato?
Che emozioni provi nel seguire la moda? Nell’entrare in un giro che è come la droga, ti prende e non ti lascia più uscire…in cui non sono i gusti che contano. Di certo non i tuoi.
Che vantaggio trai dal giudicare e dall’essere giudicato per come ti vesti, come parli, se sei bello o brutto?
Siamo dei manichini, votati a vivere provando vestiti su vestiti, mostrando sempre e solo la parte esterna e quasi mai ciò che siamo, che pensiamo, che vogliamo veramente.
Ci stanno rubando l’anima. Ci stanno svuotando. Presto non saremo altro che dei recipienti vuoti.
Il peggio è che anche chi si oppone finisce per rientrare nel giro. Prendi i “punk”, quelli che dicono di non volersi omologare e di essere “diversi”. Da cosa li riconosci? Dai vestiti.
Ormai gli abiti sono la nostra seconda pelle. Non ci perseguiteranno più per il nostro colore, ma per quello delle nostre maglie, o dei pantaloni, o delle camicie, o di qualunque altra cosa gli passi per la testa.
Già immagino: me lo vedo un pazzo, sai di quelli tipo Hitler, coi suoi bei baffetti e la maglia griffata che urla: gli sfigati stanno distruggendo la nostra economia! Sterminiamoli! Non meritano di vivere liberamente tra noi!
Ma in fondo è così che vanno le cose. Ti svegli la mattina e la prima cosa che pensi e come vestirti.
Hai paura di essere diverso. Di non essere accettato. Di sentirti a disagio in mezzo a gente che non è più niente, solo un panorama. Un gigantesco, monotono panorama fatto di persone. Persone tutte uguali.
Ma che cosa sono i gusti? Prova a rispondere. A te cosa piace veramente? Credi che siano tutti belli e perfetti? Tranne magari quello sfigato lì…si quello, quel grassone di cui non ti ricordi il nome…quello pieno di brufoli e che non si mette un vestito decente…quello secondo te non fa altro che mangiare…e poi c’è anche quel secchione che sta in classe tua…haha, sembra una talpa con quegli occhiali…vabbè ma tanto finche ti passa i compiti che problema c’è? Puoi anche fingere di essere suo amico…
Massìin fondo non è colpa tua se sono sfigati, no? È una loro scelta...  
Forse loro sanno scegliere quello che vogliono, non credi? A loro non importa il giudizio degli altri…
Siamo prigionieri di un mondo in cui se non sei come gli altri sei fuori. Ormai non si è liberi di vestirsi come si vuole, secondo i proprio gusti. Non si è liberi di scegliere per conto proprio. Non si è liberi di andare bene a scuola senza essere additati e segnati da un marchio a fuoco. Non si è liberi di essere se stessi.
Pensaci bene: è questo che vuoi? Sei veramente tu quel ragazzo che gira agghindato come un albero di Natale? Sei veramente tu quella ragazza che va in giro con una maschera di trucco che se si secca ti ritrovi in faccia il deserto del nevada (o peggio, che quando sudi di trasforma in una specie di gelato squagliato che cola sulla tua faccia devastata)? Sei veramente tu quel mezzo obeso che si atteggia a palestrato e si veste con le magliette aderenti pur di fare colpo (al massimo fa venire un colpo apoplettico a chi lo vede -.-‘)? Sei veramente tu quella specie di scasso pieno di piercing che ci potresti aprire un mercato nero di pezzi di ricambio per auto?
Rifletti…quello che vedi nello specchio, sei davvero tu? O è solo un pallido riflesso della società? Una anonima copia di quello che credi di voler essere? Di quello che ormai tutti credono di voler essere…
 
Ok, forse ho esagerato. Come insegna Oscar Wilde, solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze. Ma il fatto è che alle volte proprio per questo motivo viene da pensare… alle volte ci si parano d’avanti spettacoli talmente raccapriccianti da essere quasi surreali (vedi gli esempi di prima…). Insomma, a me personalmente (anche se so che non ve ne frega niente) una ragazza che si imbottisce di trucco in puro stile maschera greca non mi dà un idea proprio di serietà e intelligenza. Se poi la suddetta ragazza è anche obesa (niente contro le persone grasse…lo sono stato anch’io tempo orsono…è solo per fare un esempio) e magari porta maglie aderenti solo perché sono di moda (peggio ancora se mettono in mostra una non proprio sexy massa di lardo in moto perpetuo a causa delle vibrazioni determinate dalla deambulazione…) e non si rende conto che ha un non proprio affascinante alone di sudore sotto le ascelle ed emana una sorta di olezzo nauseabondo e putrescente…beh, diciamo solo che in estate non farà molte conquiste, ecco. Insomma, quello che intendo è che forse dovremmo mettere in mostra anche altri lati di noi stessi, e non solamente l’aspetto fisico, la parte esterna. Alle volte non ci rendiamo conto che diventiamo patetici a forza di cercare di essere conformi alle “norme” che ci detta la moda. Ovviamente, beati quei pochi eletti per i quali la moda rappresenta REALMENTE il loro gusto (ma sn pochi). Per esempio, a me piace un certo tipo di vestiti e se qualcuno mi dice che non gli piace come mi vesto lo ascolto ma non me ne faccio un’ossessione. Insomma, quello che intendo è che se andasse di moda la maglietta attillata coi fiorellini, ma io la schifassi a morte, non la metterei, anche se mi dicessero che mi vesto male e cose del genere. So che può sembrare scontato, ma vi assicuro che è così. Noi (o almeno io) non siamo qui per dare il solito messaggio scontato e sterile, del tipo “non seguite la moda” oppure “ rispettate la natura e non seguite le futili leggi imposte dalla società”, ma semplicemente vi chiediamo di non diventare schiavi di quello che avete intorno, di non uniformarvi per volere degli altri, di non cercare di assomigliare a qualcuno, ma di essere voi stessi, di esprimervi in modo naturale e non secondo schemi. Altrimenti si finisce col commettere l’errore opposto, ovvero quello di mettersi contro tutto e tutti poiché non seguono l’idea di non seguire le regole. Come si dice, il giusto sta nel mezzo. Insomma, siate voi stessi. Conosco persone che sono effettivamente schiave della moda e delle tendenze, che si sono lasciate prendere troppo la mano e a volte sembra abbiano perso il contatto con la realtà… credetemi, loro non se ne rendono conto ma a volte sono patetici. Ve lo dico per esperienza. È un po’ come la storia trita e ritrita delle sigarette, che i ragazzi fumano solo perché si sentono più grandi. Così come la droga. Se vi devo dire la verità, gli unici che li vedono grandi sono loro stessi. Sono schiavi, prigionieri in un tunnel senza uscita, che non li porta da nessuna parte. Non sono quello che credono. A me, che ho 14 anni, non a un adulto o a un “ragazzo grande”, ma a uno che ha appena finito il primo anno di liceo, fanno pena. Sono ridicoli. Mi danno quasi fastidio.
 
Beh, mi sa che ho scritto troppo. Ormai vi sarete stufati di leggere queste pagine (anzi, complimenti per essere arrivati alla fine!) quindi vi saluto… ci rivedremo (sempre che il mio intervento vi sia piaciuto…commentate pls)
bye bye
 
 [ADRIANO]
postato da: ondaalternativa alle ore 23:43 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, problemi, sfogo, giovani, consumismo